🗺️ Itinerario

Campi Salentina

La piana di Campi era popolata già nell’età del Bronzo, come attestano i numerosi menhir diffusi in tutto il territorio comunale.

Dopo lo stanziamento nel sud della Puglia dei Messapi, popolazione di origine illirica o egeo-anatolica, intorno all’VIII secolo a.C. e con la successiva conquista romana, nel 280 a.C., anche la vasta e rigogliosa area campiota fu abitata e vissuta e questo è testimoniato dai reperti presenti: le testimonianze dell’antico culto di Afrodite, tra IV e III secolo a.C. (prima dell’arrivo dei Romani), sulla serra della Madonna dell’Alto e, a nord-est della città, i resti del sistema viario messapico e romano che collegava i più importanti centri della penisola salentina.

Lo stemma di Campi raffigura un covone, simbolo di quella fertilità e quell’abbondanza di grano che ne hanno fatto Il granaio di Terra d’Otranto.

La storia medievale e moderna di Campi hanno inciso poi sulla storia degli ultimi decenni nella città, confermando sempre il suo spirito e il suo vigore, nonostante le brutte vicende che l’hanno resa, negli anni ottanta e novanta, una delle “capitali” della Sacra Corona Unita in Puglia.

Da Campi e dal suo fertile humus culturale sono usciti un genio del teatro contemporaneo, Carmelo Bene, che nel 1995 ricevette le chiavi della sua cittĂ  e Roberto Cappello, uno dei piĂą affermati pianisti italiani in Europa.

Nel settembre del 1998 il Presidente della repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, con apposito decreto concesse al Comune di Campi Salentina il titolo di Città “…per il ruolo che Campi ha sempre svolto nel corso della storia, per il ruolo che oggi svolge nei confronti del circondario, per la concentrazione di tutti gli uffici e gli enti, per la storia, per la sua cultura”.

Chiesa di S. Maria delle Grazie

La chiesa di Santa Maria delle Grazie è una chiesa rinascimentale risalente al 1579.

L’interno, a croce latina a tre navate, custodisce preziose opere d’arte. Gli altari, tutti in stile barocco, sono realizzati in pietra leccese; sull’altare della Madonna del Rosario è conservato un affresco bizantino raffigurante la Vergine. Il pulpito ligneo dorato del 1600, pregevoli dipinti e arredi sacri fanno della Collegiata un sito di importante interesse artistico e culturale. Inoltre si può ammirare il monumento sepolcrale cinquecentesco di Bellisario Maremonti, barone di Campi, costruito in pietra leccese dipinta di nero e la gotica cappella dei Maremonti, interamente affrescata, posta a ridosso delle murature perimetrali dell’edificio. La recente scoperta della Cappella gotica dei Maremonti, baroni dei Campi, interamente affrescata, a ridosso delle murature perimetrali della chiesa Matrice, ha confermato l’ipotesi dell’impianto pre-cinquecentesco della originaria chiesa. La Collegiata al suo interno custodisce alcune preziose opere d’arte tra cui l’effigie della Vergine col putto di stile bizantineggiante collocata sull’altare della Madonna del Rosario, il pulpito ligneo dorato del 1600 ed altri pregevoli dipinti e arredi sacri. Inoltre si può apprezzare il monumento sepolcrale cinquecentesco di Bellisario Maremonti, importante omaggio all’antico barone di Campi, in pietra leccese dipinta di nero, sorretto da leoni e collocato a lato della porta maggiore. 

Santuario di San Pompilio

Il santuario San Pompilio Maria Pirrotti, è una chiesa barocca di Campi Salentina la cui edificazione risale al XVI secolo.

Il santuario si sviluppò, a partire dal 1646, su un preesistente edificio di culto, di dimensioni molto piĂą ridotte, dedicato allo Spirito Santo. Il prospetto della chiesa si articola in due ordini, separati da una cornice marcapiano ed è in perfetto stile neoclassico. L’attuale prospetto è stato interamente rifatto nel 1898 a seguito del crollo del preesistente avvenuto nel novembre del 1895.

il campanile a pianta quadrata, risale al 1690 ed è opera di Agostino e Antonio Trevisi.

L’interno della chiesa è ad un’unica navata con 6 cappelle laterali, si presenta, però, ricco e articolato. La copertura interna con volta a botte è finemente decorata con fregi in stucco testimonianza dell’originaria struttura rinascimentale. In una cappella laterale, dedicata a San Pompilio Maria Pirrotti, sono conservate in un’urna del 1966 le spoglie del Santo.

Annesso alla chiesa è il convento dei Padri Scolopi, sede delle Scuole Pie, strutturate, fino al 2008, in scuola media inferiore, ginnasio e liceo. Attualmente è sede dell’Associazione “CALASANZIO, cultura e formazione” Ente di Formazione Professionale riconosciuto dalla Regione Puglia.

Il convento ospita inoltre una Biblioteca che custodisce migliaia di volumi antichi e moderni oltre a frammenti di scrittura beneventana, quattro incunaboli e molte cinquecentine.

Chiesa Santa Maria del Carmine
e convento Frati cappuccini

I cappuccini fondarono il convento di Campi Salentina nel 1706 su richiesta del principe di Squinzano e marchese di Campi, Giovanni Enriquez. Essi si stabilirono nel convento ormai “diruto” della Madonna del Carmine. Quando i cappuccini lo occuparono, il convento si trovava in pessime condizioni, così come la chiesa, per cui iniziarono subito i lavori di ristrutturazione che terminarono nel 1722. Il convento, rimasto escluso dalla prima soppressione degli ordini religiosi del 1806, non sfuggì a quella del 1861. Nel 1878 il Comune decise, inoltre, di adibire due celle poste al piano superiore dell’edificio a carcere giudiziario e nel 1884 stipulò una convenzione con la Congregazione di Carità per l’istituzione dell’ospedale e dell’asilo infantile. I frati, però, che non si erano mai allontanati da Campi e che non avevano mai perso la speranza di tornare proprietari del convento, riuscirono a riacquistarlo, dopo lunghe e sofferte trattative, nel 1919. Il 12 dicembre 1920 il convento, opportunamente restaurato, venne inaugurato e divenne sede del ginnasio superiore. Dall’11 febbraio 1962 la chiesa è sede della parrocchia di S. Francesco d’Assisi, affidata da mons. Francesco Minerva, arcivescovo di Lecce dal 1950 al 1981, ai cappuccini. Restaurata nel 2012, ospita dal 2008 i resti dei frati vissuti nel vicino convento cappuccino di Sant’Elia, che ora riposano insieme con i carmelitani.

Piazza LibertĂ  e centro storico

Una data più certa sulle origini del paese potrebbe essere il 926 d.C. epoca delle terribili invasioni saracene, che distrussero i casali vicini. Nell’XI secolo con lo stabilirsi dei Normanni, Campi entrò a far parte della Contea di Lecce e divenne sede della Diocesi, dopo che re Tancredi d’Altavilla fece dono della città al Vescovo di Lecce. Dopo l’epoca normanna Campi passò sotto al dominio degli Svevi e nel 1220 l’Imperatore Federico II fece costruire un castello. Nel 1406 la città fu donata a Carlo Maremonti e rimase di proprietà della famiglia fino al 1522, quando fu acquistata dai Paladini. Inizia, così, un lungo periodo feudale che si concluderà solo nel XIX secolo, che vide l’avvicendarsi a Campi di diversi signori.

Visitare il centro storico è un tuffo nel passato.